Con l’inizio della crisi, tutti avevano scommesso contro chi sceglieva il percorso universitario anziché andare subito a lavorare, prevedendo una forte difficoltà di creazione di nuovi posti di lavoro.

A distanza di diversi anni dall’avvento della recessione, stando all’ultimo rapporto IstatI percorsi di studio e lavoro dei diplomati e dei laureati“, la situazione è senz’altro difficile ma comunque stabile: non c’è stato, insomma, quel tracollo tanto ipotizzato e preannunciato.

I numeri dell’Istat su precariato, laureati e diplomati

Dai dati, emerge comunque che la laurea rappresenta ancora il migliore biglietto da visita, di certo meglio del diploma.

Oltre 1 diplomato su 2, tra quelli che lavorano, risulta non avere infatti un impiego stabile.

Ciò che rimane preoccupante, purtroppo, è che il 42% dei laureati-lavoratori è precario.

Tra contratti a tempo determinato, a progetto, prestazione d’opera, voucher, apprendistato e tirocinio, nulla è stabile e certo.

Dove sono le certezze contro il precariato?

Le uniche certezze sono rappresentate da alcuni fattori: una crisi che sembra essere ormai alle spalle, un’economia che non ne vuole sapere di crescere e un’università agonizzante.

Ma non bisogna assolutamente cedere!

Quindi, dopo tutto, la laurea ha ancora un valore? Conta ancora studiare per raggiungere quel pezzo di carta?

La nostra risposta è decisamente sì.

Studiate ragazzi… studiate e prendete quel pezzo di carta nel miglior modo possibile!

Ovviamente prima guardate “30”, la parodia ufficiale targata University Equipe di “300”.

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