Non posso certo parlare per i fuorisede o per chi ha la fortuna di avere l’università a pochi passi da casa, ma, rientrando comunque nella categoria, mi sento di poter affermare che i pendolari hanno quasi sicuramente mangiato in mensa almeno una volta o, se non lo hanno mai fatto finora, è quasi certo che ci andranno prima della conclusione dei loro studi.

Ho visto cedere alla praticità di un pasto già pronto, del caldo in inverno e della comodità di un tavolino, anche i più accaniti disprezzatori!

Vita da pendolari: il pranzo

Sì, perché non so voi, ma io mi sono stufata molto presto di prepararmi da mangiare il giorno prima, o la mattina stessa, con la speranza che il pasto non diventasse una fredda ed appiccicosa poltiglia!

Inoltre, la mattina era tutta una corsa!

Alzati, preparati, fai colazione, pensa al pranzo, parti, prega che non ci sia traffico e di trovare posto per la macchina ed infine corri con la zavorra, alias “cartella con pranzo e libri”, per raggiungere la facoltà.

Insomma, un’altra preoccupazione da aggiungere alla stressante vita di noi pendolari!

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Troppi soldi e troppo stress

Dai, volete mettere la comodità di comprare il pranzo direttamente nella città in cui studiate?

Vi sono però altri aspetti da considerare: soldi a disposizione, tempo tra una lezione e l’altra e dove consumare il pasto.

Eh sì, non tutti possiamo permetterci di pranzare ogni giorno al ristorante e poi, il più delle volte, il tempo a disposizione tra una lezione e l’altra è veramente risicato.

Se andassimo al ristorante, ci sarebbe il rischio di dover scappare via senza nemmeno aver assaggiato ciò che abbiamo ordinato.

Le alternative dello studente pendolare ricadono allora su un panino, una pizzetta o un’insalata in uno dei bar vicini alla facoltà, ma, per quanto possa sembrare inizialmente impossibile, prima o poi vi stancherete di non fare mai un pasto sano e completo.

Il problema che sorge, però, in relazione al mondo delle pizzette e dei panini è dove consumarli!

Vogliamo parlare della mensa?

Non sempre i locali hanno dei tavolini a disposizione dei clienti e, se ne hanno, spesso sono pieni: perciò sarete costretti a ripiegare su una panchina al parco (che in estate ed in primavera è anche piacevole in realtà), su un’eventuale aula libera o sulle bellissime, pulitissime e posturali scale della vostra facoltà.

Volete mettere con la mensa?

Cibo già pronto, tavolini, riparo dalle intemperie e dal freddo dell’inverno!

Beh, qui qualcuno storcerà sicuramente il naso e obietterà dicendo che il cibo non è di loro gradimento perché insipido o troppo cotto.

In effetti, la qualità non è delle migliori ma, prima di tutto, cerchiamo anche un po’ di accontentarci (sempre nei limiti della decenza ovviamente)!

Inoltre dobbiamo tener presente che, spesso, ciò che mangiamo è stato cotto precedentemente e scaldato poco prima del nostro arrivo.

I grandi pasti e i cibi raffinati, of course, lasciamoli al pranzo della domenica!

Valentina Bandettini

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