Italiano e inglese, sono questi i protagonisti del recente dibattito universitario, scolastico e di conseguenza sociale.

Negli ultimi mesi i due argomenti sono stati trattati nel seguente modo: un po’ bistrattato il primo, un po’ sottovalutato il secondo.

Italiano vs Inglese?

Ovvio che non ci si deve schierare in maniera esclusiva da nessuna delle due parti… italiano e inglese, oggi come non mai, vanno tutelate insieme ed allo stesso modo.

A tal proposito, infatti, si sente sempre più dire che nelle università italiane il livello della lingua italiana, sia parlata che scritta, è in continuo e costante calo.

Ma sarà realmente così?

Non si può saper parlare e scrivere senza leggere!

In effetti, non si può parlare e scrivere bene se non si legge in maniera costante e variegata. E i dati su quanto leggono gli universitari sono veramente bassi (come del resto per il resto del Paese).

Articolare un concetto, saperlo esprimere in maniera efficace, utilizzando magari diversi sinonimi, è diventata ormai impresa parecchio ardua per lo studente universitario medio.

Tutta colpa vostra? Nah!

Tuttavia, cari ragazzi, sappiate che la colpa non è del tutto vostra, né tantomeno in maniera esclusiva della facoltà che avete scelto.

E già, anche se il vostro impegno per non fare un kaiser e mantenere sotto il livello basso livello il vostro italiano è costante, una fetta importante di questa colpa è delle scuole medie e superiori che avete frequentato.

E di quei bei professori che, prima ancora che insegnarvi la lingua italiana, forse avrebbero avuto bisogno di qualche aiutino per rimediare alle loro non poche lacune.

Una volta giunti all’università, il dado è più che tratto ed i giochi sono belli che fatti!

Quindi leggete tanto e scrivete altrettanto… non vi limitate a farlo in maniera compulsiva con il vostro smartphone!

Uno studio attesta che il primo vero impatto di un universitario con la scrittura avviene con la stesura della tesi… un po’ tardino!

E l’inglese?

Per quanto riguarda l’inglese, invece, la polemica sta nel sottovalutare la sua complessità.

Si sente sempre dire che la lingua inglese è semplicissima e di facile acquisizione… quella turistica forse!

L’inglese specialistico ha un lessico e una struttura ricchissimi tanto da non poter essere trattato con sufficienza. E per evitare ciò, serve tanta preparazione e professionalità!

Quindi incentivare l’inglese, in una società cosmopolita e internazionale come quella attuale, è fondamentale e va sicuramente fatto (bene)… ma qualche aiutino anche alla nostra povera lingua madre non guasterebbe di certo!

Non trovate?

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