L’ultimo rapporto Ocse sull’istruzione dipinge un quadro veramente pessimo per l’Italia.

In pratica, “solo il 20% degli italiani tra i 25 e i 34 anni è laureato rispetto alla media Ocse del 30%”.

Ben 13 milioni di adulti hanno competenze “di basso livello”: questo è stato il verdetto del segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria.

“Gli italiani laureati hanno, in media, un più basso tasso di competenze in lettura e matematica (26esimo posto su 29 paesi Ocse)”.

Come se non bastasse, i dottori che ci sono risultano “un po’ bistrattati”.

L’Italia risulta essere l’unico Paese del G7 in cui l’andamento permane a livelli non soddisfacenti.

Il rapporto Ocse: netto divario Nord-Sud

Circa il 35% dei lavoratori è occupato in un settore non affine ai propri studi.

Inoltre, il basso livello di competenze fa sì che “il Paese incontri maggiori difficoltà degli altri nel far fronte a globalizzazione, digitalizzazione e invecchiamento della popolazione”.

Come se non bastasse, esiste un netto divario di istruzione tra Nord e Sud del Paese.

Dal test PISA (Program for International Student Assessment), infatti, emerge che tra gli studenti della Provincia autonoma di Bolzano e quelli della Campania c’è più di un anno scolastico di divario formativo.

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Donne al lavoro

Anche la condizione lavorativa femminile risulta essere pessima.

Per tasso di occupazione femminile, l’Italia si trova al quartultimo posto tra i 35 stati industrializzati.

“Il dato preoccupante è che molte donne non sono neanche alla ricerca di un posto di lavoro. Spesso sono percepite come le principali assistenti familiari”.

Sarebbe necessario favorire “un’organizzazione flessibile del lavoro e accesso ai servizi dell’infanzia a costi minori, per conciliare vita e lavoro”.

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